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DA KALIMERA A KALINYCHTA

di Ugo Boghetta

 
È lontano il tempo in cui la Grecia era sempre in prima pagina.
I mass media la nascondono: meglio non far sapere quanto è devastante l’Unione Europea.
Anche la sinistra sembra fare altrettanto. É infatti passato sotto silenzio il recente congresso di Syriza nonostante vi abbiano partecipato al completo le brigate disperate: Fassina, Fratoianni, Revelli, Ferrero.
Ho avuto la notizia dalla Grecia da un compagno tutto incazzato…nel mio caso, per l’intervento di Ferrero. Cosi ho cercato il testo.
In buona sostanza , dopo aver descritto quanto cattivi sono Junker, Merkel e Renzi, Ferrero ha ribadito l’impegno di affiancare la lotta contro l’austerità avviata da Syriza. Sì avete capito bene. Syriza starebbe conducendo la lotta contro l’austerità!? Giorni fa, in un intervista in merito alla visita di Renzi in USA Galbraight, collaboratore al tempo di Varufakis (sarebbe meglio chiamarlo Vanufakis), ha descritto lo scempio dell’immagine dei poveri ad Atene. Un trafiletto, qualche giorno addientro, riportava la notizia che ormai la lotta di classe la fanno i notai rifiutandosi di confiscare le case da trasferire alle banche. A questo è ridotta la Grecia.
Del resto, la Grecia come Stato non esiste più. Esulterranno tutti i sinistrati che inneggiano all’estinzione degli stati. E non esiste più perchè la troika (con la quale Tsipras diceva che non avrebbe mai trattato) è negli uffici del governo e del Parlamento a scrivere le leggi per attuare il memorandum sottoscritto nonostante il voto contrario di oltre il 60% dei cittadini.
La giustificazione teorizzata da Ferrero anche nel congresso di Syriza consiste nel fatto che la Grecia da sola non poteva farcela, che sono mancati potenti e sinergici movimenti continentali. Ma la debolezza della Grecia era nota e movimenti sinnergici non potevano esserci e non possono esserci perchè l’Unione e l’euro dividono popoli e Stati.
In un seminario interno del PRC, a questa nuova giaculatoria, ha risposto secco Dino Greco. Due cose non deve fare un segretario di un partito di sinistra. La prima è quella di non rompere i rapporti con il proprio popolo. In secondo luogo non deve rompere il proprio partito. Tsipras ha commmesso entrambi questi errrori. Syriza si è rotta e sono mesi che in Grecia ci sono scioperi e manifestazioni. Contro la Merkel e l’Unione? OXI: contro il governo di sinistra.
Poiché irresponsabilmente non aveva contemplato la rottura con l’Unione ed un piano b: l’uscita, Tsipras aveva solo un’altra scelta. Non firmare! La sinistra invece sembra in preda alla filosofia liberista: non c’è alternativa.
La scelta tragica di Tsipras ha rigettato la sinistra in un cono d’ombra ancora piu buio proprio mentre stava per uscirne.
E’ un dato di fatto. Per la sinistra c’è un prima ed un dopo la firma del terzo memorandum.
Le conseguenze sono negative anche sul piano politico. Tsipras sta frequentando sempre piu assiduamente i vertici del PSE (con Renzi). È normale. É una deriva inevitabile.
In questo senso ripercussioni ci saranno anche nel congresso di novembre-dicembre della Sinistra Europea stessa.
Cosi come è inevitabile che in questo modo la sinistra lasci spazio alla destra ed al razzismo. Ne è colpevole.
Solo una sinistra imbelle, ignorante, inesistente non capisce queste cose elementari.
E’ evidente che l’Unione Europea sta ridisegnando la geografia politica continentale: a destra come a sinistra. C’è chi sta con l’Unione Europea cercando di riformarla (pur teorizzando che questo non è possibile). E chi sta contro e la vuole rompere (dove si può: gli Stati nazionali) come presupposto per un’altra Europa.
La sinistra, prigioniera dei suoi cortocircuiti teorici e politici, sta con la prima opzione.
Ed è così che siamo passati da kalimera a kalinychta: da buongiorno a …. buonanotte!


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